Ci aiuti a raccontarla ai suoi tifosi: chi è Kuzmanovic? “E’ una ragazzo che ama il calcio. Che è venuto da Basilea, che voleva imparare tutto e tutto dare alla sua squadra e ai suoi compagni della Fiorentina. Prima per la squadra, poi per me.” Oggi si parla di lei come del prototipo del centrocampista moderno, uno dei più forti in circolazione, si mormora che a lei sarebbero interessate il Real e pure il Barcellona. "Ringrazio, se avrò la salute allora forse crescerò ancora. Di mercato non so niente, dico solo che ho un contratto con la Fiorentina fino al 2011 e che voglio restare con la maglia viola addosso. Fin quando vorrà la Fiorentina" Dov'è che può ancora migliorare? In tutto, fisicamente e tecnicamente, e specialmente davanti alla porta". Chi l’ha aiutata di più da quando è in Italia? “Il primo è stato Ujfalusi, poi Mutu, negli ultimi mesi Avramov. Il problema più grosso era la lingua. Mamma mia, io capisco il francese, parlo inglese, tedesco, serbo, ma l’italiano era difficile.”
Qual è il suo idolo? “Il numero uno è Pirlo. Primo, primo assoluto. Poi mi piace Essien, forte, fortissimo, io ho un po’ le sue caratteristiche.” Parliamo di Kuz fra i compagni. "Sto bene, sono bravi ragazzi, tutti vogliono sempre dare il massimo, per questo facciamo bene. Noi diamo sempre il cento per cento". Kuz e gli avversari. "Io non lo faccio un passo indietro. Io la gamba ce la metto sempre. Non cerco la rissa, ma se sono duri io sono duro". Campionato o Uefa? “Prendo tutte e due.” Mica male, finale Uefa vincente e terzi in campionato. “Perché no, meglio tutte e due. Noi possiamo farcela.” Qual è la sua vita a Firenze? “Ho casa vicino alla stadio, faccio colazione con gli amici e poi al campo. Non ho bisogno di altro.” E dove va a pranzo e a cena? “Mi garba (dice proprio così) girare, cambio, io sto benissimo da tutte le parti”. Torniamo al calcio: in campionato qual è stata l'avversaria più forte? "L'Inter è la più forte ma ci sarà la gara di ritorno, vediamo quello che riusciamo a fare adesso. Magari questa volta vinciamo noi". E in Uefa? "Intanto ci sarà la gara di Liverpool. Difficile, una battaglia. Poi è molto forte il Bayern Monaco". E la più forte d'Europa? "Barcellona, nessuno dubbio, Barcellona" Lei e Prandelli. “Mi trovo bene”. Anche quando l’ha tenuta per sei mesi tra tribuna e panchina? “E’ stata dura. Io avrei voluto giocare sempre. Ma quello che il tecnico ha fatto è stato giusto. Se mi avesse mandato in campo appena arrivato da Basilea avrei sbagliato tutto.” Ma qual è esattamente il suo ruolo? "Ne ho coperti almeno tre o quattro, ma questo mi piace, centrocampista di destra. Io regista? No, meglio se lo fanno Liverani o Donadel". Kuz e il gol "Quello all'Everton è stato il terzo in Uefa per me. Grande Ufo, che assist, per queso sono andato a festeggiare da lui. Ci avevo provato dieci minuti prima. Uguale, ma non è andata. Poi si. E ho segnato un gol al Catania in campionato. Ma posso fare ancora meglio. Cosa prova quando sente tutto lo stadio che canta Kuz-Kuz-Kuz? “Sento emozione, il cuore batte più forte. Molto più forte. E’ più bello di quando cantavano a Basilea: Kuz-ma-novic (lo canta sorridendo, ndr)”. Ama così tanto il calcio? "Gioco da quando ho cinque anni, ho iniziato nel Thun, a diciassette ho firmato il mio contratto professionistico. Calcio, calcio, poca scuola". Parliamo di Fiorentina e del suo centrocampo. Iniziamo da Montolivo. "Fortissimo e bravo ragazzo" Liverani. "Il suo piede sinistro è il migliore di tutto il campionato, per riuscire a fare quello che fa lui con il sinistro a me occorrono tutti e due i piedi". Donadel. "Agonismo, carattere, non molla mai, novanta minuti di battaglia, è un esempio per tutti noi". Gobbi. "Gioca da tutte le parti, grande jolly" Jorgensen. "Si fa presto, prestissimo: tatticamente perfetto. Ripeto, perfetto". La sua più bella partita? "Napoli. No, forse con il Livorno. No, diciamo con il Milan". La più brutta? "Inter, quarantacinque minuti giocati male, male, male. Mai più così, ve lo prometto". Andiamo sul personale. Kuz e le donne. “In Svizzera avevo una fidanzata. Ora sono libero. Sono solo. E in Italia ci sono tante belle donne…” Kuz e il tempo libero. “Vado al cinema, mi riposo così. La tv solo se in lingua tedesca o serba, italiana no, parlano troppo veloce.” Kuz e la religione. "Credo in Dio, sono ortodosso. In Chiesa vado quando sono a casa, a Firenze mi hanno detto che c'è una chiesa ortodossa-russa, ci andrò". Kuz e il gioco. “Mi piacciono gli scherzi coi compagni. Mi piacciono… un po’ tanto”. Il personaggio storico preferito? "Calcio?" Anche calcio. "Maradona. Uno che è arrivato a Napoli e che ha detto: se sto bene vinciamo lo scudetto. Visto? Uno di parola. Un grande". Il giorno più brutto: quand'è che ha pianto l'ultima volta? "Io sono ottimista per natura. Io vedo le cose belle e trascuro quelle brutte. Ma la cosa più brutta è stata la guerra". Parla del Kosovo? L'ha vista? "Indirettamente. Sono arrivato che avevo dieci anni, c'erano persone che avevano sofferto. Ho capito. No, sono butte le armi. Brutta la guerra". A proposito del Kosovo: che ne pensa della sua indipendenza? "Ho sentito che per la Serbia era considerata una cosa negativa, ma io non voglio parlare di questa cosa, Non ne parlo..." Fonte:Corriere dello Sport Stadio
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