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VIERI non dimentica «L’addio al Mondiale fu lacerante» |
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Scritto da Redazione LuCalcio.com
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giovedì 17 aprile 2008 |
I miei miti? Vialli, Mancini e Baggio. Arrivare a giocare con loro è stato bellissimo, specie per me che venivo dall'Australia dove era emigrato». Christian Vieri si confessa in un’intervista rilasciata a Sky
I miei miti? Vialli, Mancini e Baggio. Arrivare a giocare con loro è stato bellissimo, specie per me che venivo dall'Australia dove era emigrato». Christian Vieri si confessa in un’intervista rilasciata a Sky rilanciata oggi da La Nazione. Parla del suo passato ma anche del suo futuro. Dai ricordi agli obiettivi, Bobo non si nasconde più. «Non sono scaramantico — dice Vieri —: detesto i giocatori che hanno un rituale per vestirsi prima di giocare. Io invece sto lì, tranquillo, rilassato. Una scaramanzia che mi ha incuriosito? C’ era un giocatore del Milan che ha un paio di scarpe che usa da tanti anni e quando non segna da tempo, le tira fuori per sbloccarsi. E spesso se le mette e segna». Quindi un’occhiata al futuro. «Quando smetterò — si sbilancia Bobone —, mi mancheranno gli allenamenti e lo spogliaoio, la partita della domenica meno: sei nervoso, ti arrabbi, sei serio. Che cosa non mi mancherà? Lo stess di tutto ciò che gira intorno al mondo del calcio, c’è troppa pressione, spesso inutile. In Spagna ed in Francia è diverso». Ma nella sua lunga carriera («ho iniziato a giocare a 14 anni», racconta Vieri), il momento più difficile per Bobo è stato soprattutto uno. «Non aver fatto il Mondiale in Germania per l'infortunio è stato tremendo. Ho sbroccato, era fuori di testa. Per fortuna c’era Melissa. Non lo nascondo mi ha aiutato moltissimo». Infine, nessun rancore nei confronti dei suoi ex tifosi che domenica notte, a San Siro, lo hanno subissato di fischi. «I fischi? — conclude la sua intervista Vieri —. Devi fare finta di niente. Devi essere bravo a non sentirli... Quando vai in crisi allora a volte ti nascondi, non ti smarchi per prendere la palla, specie a San Siro. Ma lo voglio sottolineare: San Siro è lo stadio che mi piace più di tutti». Fonte La Nazione
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