Mangiarsi le mani è poco, dopo il pareggio senza gol che l'Inter ha portato a casa da Udine. Un risultato che alla vigilia non avrebbe soddisfatto Roberto Mancini, che voleva proseguire la serie di 8 vittorie consecutive, ma dopo 20' di gioco il tecnico non avrebbe disdegnato alla luce dell'espulsione di Cesar, reo di meritarsi due cartellini gialli nel giro di altrettanti minuti. Alla fine, il pareggio rappresenta solo un rammarico in casa nerazzurra, perché nonostante la zoppia dell'inferiorità numerica la capolista (ora con soli 5 punti sulla Roma) ha dato una vera prova di forza contro un avversario di valore, senza tuttavia raccogliere quanto seminato.
All’andata, al debutto in campionato, sembrava che l’incantesimo si fosse spezzato: l’Inter, in 10 per l’espulsione di Julio Cesar, aveva resistito strenuamente agli assalti dell’Udinese difendendo il gol del serbo Stankovic; fino al 92’, quando è arrivata l'autorete di Cordoba a suggellare il pareggio, consentendo ai bianconeri friulani di mantenere intatto il loro piccolo "record". Nelle ultime tre uscite tra le due squadre, incluse le due partite della scorsa stagione, infatti, l'Inter non è mai riuscita a battere l'Udinese, finendo bloccata sempre sul pari (fu proprio l’Udinese a fermare la striscia record di 17 successi consecutivi nella scorsa stagione).
Adesso la sfida si allarga ufficilamente a tre pretendenti. Non è solo Milano la città dove può approdare Ronaldinho, dal momento che a Inter e Milan, nella corsa al talento del Barcellona, si è aggiunto prepotentemente il Chelsea. Abramovich vuole Dinho a tutti i costi e ha pronto per lui un contratto da 10 milioni a stagione. Per il magnate dei Blues i soldi non sono un problema, meno almeno di quanto non lo siano per le casse milanesi. Berlusconi e Moratti sono pronti al sacrificio economico per regalare ai tifosi questo gioiello, ma competere con Abramovich non è semplice.