I viola non hanno nemmeno il tempo di recriminare sul pareggio di domenica che già devono voltare pagina per pensare all’imminente partita di coppa Uefa che giovedì, un primo maggio di fuoco per la Fiorentina (e nel calcio non si rispetta nemmeno la festa dedicata al lavoro…), decreterà le due squadre che si giocheranno l’ambito trofeo a Manchester.
Se all’inizio la Uefa viene snobbata dai più quando si avvicina la finale cresce l’attesa e l’attenzione. I Rangers sono stati sconfitti in casa nel derby con il Celtic e la Fiorentina è apparsa in salute contro la Samp dunque sarebbe davvero impensabile non vincere questa semifinale alla portata della squadra di Prandelli. Lo stesso Bayern non ha un compito facile contro lo Zenit di San Pietroburgo che è la vera rivelazione di questo torneo.
Tornando indietro di un paio di giorni, resta l’amaro in bocca per un pareggio che poteva essere evitato, soprattutto per come la squadra ha reagito contro la Sampdoria. Se si ascolta Mazzarri sembra che abbiano tenuto loro il manico della gara, in realtà il tecnico toscano dev’essere stato accecato dal primo sole estivo, perché le cose sono andate ben diversamente da quello che ha visto o forse immaginato lui. Ma perdoniamo il tecnico doriano, in fondo è tifoso viola e incontrare la squadra del cuore da avversario è dura per tutti e visto il super lavoro che sta svolgendo a Genova, non possiamo che fargli un applauso di incoraggiamento.
La forma dei campioni proprio adesso è fondamentale e fa piacere vedere Vieri molto determinato, ma soprattutto Montolivo splendidamente bello e redditizio. Così non ci è apparso trascendentale Frey, che non ha avuto molto da fare contro la Doria, salvo prendersi due gol evitabili, anche se il primo di Maggio è di buona fattura tecnica, ma non è da Frey farsi fare un tunnel da un giocatore sì bravo, ma che non ha le caratteristiche di un Pato o di un Kakà. Frey aveva già ammesso alcune settimane fa di essere stanco e domenica è apparso poco concentrato sui due gol, dunque, a parte la coppa, dove certe forze arrivano da sé e dalla spinta del pubblico, forse Frey avrebbe bisogno di rifiatare in campionato, anche perché Avramov, per quel poco che ha giocato, ha fatto il suo dovere. Certo è dura lasciare fuori uno dei massimi protagonisti della stagione, ma negli ultimi tempi Frey è apparso un po’ appannato, anche quando compie le sue solite magie, ma poi si fa sorprendere da gol non del tutto imparabili. Poi dal prossimo anno, con o senza Frey, speriamo ancora con lui, bisognerà correre ai ripari con un buon secondo, perché Champions o Uefa che sia, il turn over in porta è necessario, onde evitare sbavature pericolose per troppa stanchezza. Il portiere è un ruolo difficile, solitario, dove nessun compagno ti aiuta, salvo quelli della difesa, ma non basta, anche se non corre novanta minuti deve tenere sempre la giusta tensione per non farsi sorprendere. A livello mentale è il ruolo più difficile, soprattutto quando subentra la stanchezza e quest’anno i giocatori viola, Frey compreso, la pagnotta se la sono guadagnata alla grande.
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